Lungo i ventisette anni del suo pontificato, tanti sono stati i momenti ed eventi di grande risonanza, ma forse nessuno produsse – nella sua toccante semplicità – tanta emozione quanto la decisione del nuovo Papa di andare ad amministrare il battesimo al neonato di un operaio romano. L'espressione ricorrente per tanti uomini noti, definiti “vicini ai lavoratori”, per lui era impropria. Non era vicino, ma aveva vissuto alla Solvay la snervante esperienza di operaio, in un momento terribile per la Polonia.Appropriato è quindi questo omaggio di Umberto Stefanelli alla memoria di Giovanni Paolo II, unendo a bellissime immagini di bambini di tanti Paesi nel mondo, estratti dal coro unanime della stampa italiana all'indomani di quella tristissima notte di aprile che concluse la partecipatissima agonia di Karol Woytila. E' un particolarissimo tributo di affetto per il Pontefice che, secondo la penetrante espressione del suo successore, ci guarda ora – e ci benedice – da una finestra del cielo.

Giulio Andreotti

Roma, 6 marzo 2006.

 

 
Umberto Stefanelli, fotografo italiano, cresciuto artisticamente a New York, dove ha vissuto diversi anni e dove ha iniziato ad esprimere la sua creatività, perfezionando il suo modo personalissimo di fotografare e rielaborare le immagini con tecnica innovativa. Dopo l'America, la scoperta dell'Oriente che, con la sua luce ed i suoi colori, ha ulteriormente condizionato l'evolversi della sua arte fotografica intimamente legata alle magie della pellicola a sviluppo immediato Polaroid. Il prodotto attuale è un'immagine singolare, risultato della fusione tra la pellicola gelatinosa ed i supporti di carta decorati con foglie d'oro, d'argento, di bronzo o con carta di giornale, creati in base ai colori ed alle forme dell'immagine di partenza: lavoro paziente, minuzioso, dove ogni dettaglio riceve tempo, attenzione, cura artigianale. Ne scaturiscono opere, uniche, vive, vibranti, fortemente tridimensionali, caratteristiche che rendono questa tecnica ideale per i ritratti fotografici e che hanno fatto di Umberto Stefanelli uno dei più innovativi ritrattisti nel panorama artistico internazionale.

Satomi Itai da ZOOM JAPAN

MANGA

Art & soul

Fotografo, artista, appassionato di manga che ha vissuto a lungo a Tokyo. Ecco Umberto Stefanelli e l'hentai su foglia d'oro “Negli ultimi anni Umberto Stefanelli ha intrapreso una ricerca mirata alla fusione tra l'immagine pubblicitaria ed un'espressione artistica e personale d'avanguardia. Il suo lavoro è sicuramente fuori dell'ordinario: ogni opera rappresenta un pezzo unico, a cominciare dalla carta che viene dipinta, dorata, marmorizzata o trattata in altro modo, dall'artista stesso, prima di ricevere l'emulsione della fotografia”. Questo scrive Michela Balzarelli di Umberto Stefanelli, romano di nascita cosmopolita per scelta, divide il suo tempo fra la professione di fotografo e la missione di artista. Numerose mostre in Italia e poi New York e Tokyo, tanto per citare due piazze prestigiose. E poi? E poi.. la passione per il Giappone, la sua cultura e la sua sensualità, i suoi eccessi, le sue tradizioni. “Difficile risalire la corrente della mia ispirazione hentai. L'impatto notturno con Shinjuku, i meandri di Shibuya, le ore passate in metropolitana ad osservare la marea umana che ogni giorno si riversa ordinata per le strade di Tokyo – racconta Umberto. Quella lieve, sottile sensazione di impotenza di fronte alle cose più semplici; l'indice che punta, che sceglie, che parla. Un salto indietro nel tempo quando, bambini, ci si affida al necessario linguaggio dei gesti e del corpo. La favola dei manga, una delle tante in questo paese fumetto, ordine e perfezione. Poi, quando meno te lo aspetti, la marea si gonfia e restituisce la luce, le forme, i colori al delirio immaginario danzante, al doloroso furore creativo”.

da Digital life style

 

 

UMBERTO STEFANELLI (LAVINIO – ITALIA)

È sempre una scoperta fermarsi di fronte alle opere di questo fotografo attivo in ogni parte del mondo. Stefanelli benché molto giovane ha ricevuto importanti riconoscimenti per il suo lavoro di fotografo pubblicitario e non solo. In questa fase della sua ricerca notiamo un superamento dell'effetto propagandistico e consumistico a favore di un racconto più intimo, dove la “merce” da raccontare è l'anima, gli affetti, l'umanità in ginocchio, la misericordia, l'amore. Una cosa però rimane costante nel suo operare: l'impaginazione grafica. Il messaggio che l'autore vuole trasmettere è risolto nell'opera attraverso l'organizzazione a collage di pezzi di giornale. Il fatto di cronaca all'attenzione è la notizia della scomparsa del Santo Padre, titolo dell'articolo ed immagine del Pontefice sono poste a chiusura dei lati della composizione, una specie di cornice che racchiude l'immagine del vero protagonista: un bimbo triste del terzo mondo. Il messaggio cristiano che cogliamo è quello dell'immortalità dell'anima, dell'immortalità delle azioni buone che si perpetuano nei bisognosi aiutati, nei disperati ascoltati, nelle preghiere di tutti coloro che sono in difficoltà. Negli occhi di quel bimbo c'è dolore ma anche riconoscenza. Piccole e strette strisce di giornale si sovrappongono tagliando in due metà non tanto l'opera quanto il volto, bellissimo, di quel piccolo uomo che porta su di sé la croce della sua esistenza terrena. Il bimbo non ci guarda, il suo sguardo è altrove…verso una realtà metafisica, mistica, migliore.

Nori Zandomenego per PlotArt

   

Intervista a Radio Vaticana

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